Circondata dal mare,
da sempre stai lì a guardare
il tuo destino,
che mille predoni hanno sempre dominato.
Tra profumi di zagare
e frutti gioiosi
le valli assolate, di antichi tesori
il tempo ti ha incarnato;
son le tue mura
di roccia vulcanica,
annerite dal monte intricante,
che lassù nell’infinito sembra un gigante.
D’oscure tresche
ha macchiato il tuo onore,
e piccole donne col lutto nel cuore
ne portano il dolore.
E se tanti genti
ti ha offesa e marchiata,
tant’altre genti
ti ha ammirata
per l’orgoglio che,
mostrato hai mille venti,
che nella storia
ti hanno attraversato.
E hai tanti uomini
con il loro ingegno di te,
le opre e le gesta
al mondo intero,
le hanno immortalato.
Io che in questa terra
sono nata, spero
cambi la tua sorte.
Ti svegli da quel torpore,
l’omertà il dolore
ceda all’ardore e all’amore.
Una morte fredda e maledetta,
che ha stroncato
le vostre vite
che pensavate infinite,
che in mezzo alle macerie
il mondo avreste cambiato
quando grandi sareste diventati,
come fratelli vi sareste abbracciati,
e ai vostri figli
l’amore avreste insegnato.
Ora di voi
Solo un numero rimane,
e le vostre madri
desolate e appassite dal pianto,
nel vostro sangue al loro dolore
daranno sollievo,
nell’affannosa speranza
che al vostro posto,
di nuovo ci saranno
altri compagni di giochi
non compagni sfortunati.