Il tempo che passa

 

Un rumore mi ha destato,

non capivo,

sono andata a curiosare,

un cavallo che trottava.

 

In città !

quella stranezza

nel tempo passato mi ha portato.

 

Attaccato al cavallo

un carrettino tirava,

a condurre un contadino.

 

Il suo viso poco ho veduto

bruciato,

e nella fronte con un solco profondo

l’ho pensato,

le sue mani dolenti,

dal faticar

nella mente ho immaginato;

e la schiena sempre china

a seminar quel che a giugno,

poi si raccoglierà.

 

All’alba ancor si alza,

prima che il sol ne accarezzi i frutti,

poi ritorna al casolare

dalla click here sua donna che,

lo aspetta per il desinare.

 

Un tramonto,

con i colori

del mio cuore,

l’ho dipinto.

 

Una nuvola opprimente,

un alone di tristezza

riempiva il sole,

non riusciva a venir fuori,

rischiarava appena le rive.

 

Il mare bisbigliava

di farsi avanti,

spazzare via quei colori desolanti.

 

Una stella in cielo

deve brillare,

fare apparire la beltà,

lo splendore

che precede la sera.

 

La sua luce

sempre più si è calata,

ancor più cupa è diventata,

si è imbrunita la scogliera,

si è affacciata la sera,

compagna solitudine

nell’animo mio,

un sospiro sconsolato.