Signora Maria
Sono seduta,
ascolto una voce tremante,
una storiella narra.
Nella mia mente
velata dal tempo,
appare il suo volto pensoso.
Un passato
di armoniosa beltà
traspariva da quel viso assorto;
tanto tempo ho ascoltato
la sua voce,
non ricordo il tono
solo le sue labbra si muovono.
Stava sempre lì
la “signora Maria”,
il sole le riscaldava
il dolente corpo,
mentre aggrappata al verone
trascinava la sua parte morta;
vedeva i giochi
di noi bambini
e i suoi nipoti,
chissà, dove sono finiti?
Nelle giornate piovose
il cielo cupo
rendeva ancor più triste il suo viso,
allora raccontava
la sua giovinezza,
la grinta e l’ardore
riempiva i cuori
dei suoi giovanotti.
Con le favole, le storielle
e la sua giovinezza,
un giorno
se n’è andata pure lei.
Ero bimba e non ricordo,
s’era freddo
o c’era il sole
la signora Maria non c’era più.
La sua vecchiezza
faceva compagnia
alla mia fanciullezza,
anch’ella triste e solitaria.
Di tempo ne è passato
rammenterò sempre
la sua persona,
nel mio animo ha segnato
un caro ricordo,
che mai andrà via.
